Aprirà a breve un micronido aziendale all’interno di Palazzo Palagonia sede della Direzione Generale e di altri uffici comunali d’èlite. Ospiterà 15 figli di Palazzo Palagonia e solo 3 bambini da lista pubblica.
Figli e figliastri, è il caso di dire. E’ eticamente e socialmente inaccettabile che l’amministrazione comunale lasci cadere a pezzi le scuole già esistenti e permetta il disuso e l’abbandono dei nidi determinando liste d’attesa di migliaia di bambini solo su Palermo e, contestualmente, in gran silenzio, realizzi un micronido aziendale elitario a conferma sfacciata delle politiche discriminatorie e mortificanti di questa classe dirigente.
A Palermo sono infatti 1.600 i bambini che chiedono di entrare in asilo, solo 80 i posti disponibili, e 65 milioni di euro sono i finanziamenti da fondi FAS stanziati dalla Regione come contributi per rinnovare i luoghi d’accoglienza per i bambini da 0 a 3 anni in Sicilia.
Il Comune decide di usufruire di una parte di questi contributi per realizzare il micronido d’èlite. Ma contributo vuol dire che la Regione interviene solo in parte alla realizzazione del nido e la restante parte economica necessaria è a carico del Comune che oggi, incurante delle difficoltà quotidiane di migliaia di cittadini palermitani, sceglie di realizzare un nido per pochi piuttosto che ristrutturare, mettere in sicurezza e riaprire quelli già esistenti rivolti a tutti.
1.600 bambini, quindi, restano ancora fuori dal nido pubblico e ciò vuol dire che in lista d’attesa ci sono anche migliaia di genitori che faticano ogni giorno nell’organizzazione della loro vita tra lavoro sempre più precario e famiglia, e che spesso rinunciano a possibilità minime di lavoro perché non hanno dove e a chi lasciare i propri figli. Alla faccia delle politiche sociali e della famiglia.
Chiedo ufficialmente riscontro all’assessore Francesca Grisafi e agli uffici competenti e non mi accontenterò della risposta scontata della possibilità di usufruire di un bando pubblico che a questo richiamava.
Vorrei che fosse chiaro che è lontana da me l’intenzione di negare il diritto al nido ai 15 bambini di Palazzo Palagonia,ma altrettanto chiaro deve essere che è mia intenzione garantire la stessa possibilità ai 1.600 che sono fuori. Sebbene il Comune di Palermo continua a mantenersi in linea con la scellerata guida nazionale di questo governo che distrugge scuola, infanzia, famiglia e lavoro, vigilerò affinchè almeno sui bambini non arrivi il virus dei favoritismi che annienta ogni forma di autonomia e libertà.
Sono la mamma di un bambino elitario del Palagonia. Tengo a precisare che, i bambini che fanno parte di questo asilo non sono figli di alti dirigenti, ma di genitori impiegati pubblici, che pagano totalmente le tasse e pagano il massimo della retta, inquanto entrambi lavoratori. Negli asili nido cui fa riferimento, i 1600 posti mancanti sono occupati abusivamente da sciacalli che dichiarano redditi bassissimi, che accompagnano i pupi in suv o che addirittura non fanno riconoscere alla nascita i figli al padre per rienrare nella categoria protetta di ragazze madri. Sarebbe opportuno che una opposizione seria verificasse e sanzionasse i criteri di accesso agli asili, segnalando se è il caso, anomalie all’agenzia delle entrate, o addirittura alla finanza, molti figliastri sono anche figli di… ovvero, in molti casi, di genitori liberi professionisti che “fottono” il posto agli aventi diritto. Mi dispiace tanto che la mia amministrazione – non sono unaa impiegata comunale – non si sia occupata di creare un asilo per i figli delle tante donne lavoratrici che ne fanno parte. A Palermo, per una volta, funziona qualcosa di veramente bello ed accessibile a persone normali come me e mio figlio. Le assicuro che a me non regala niente nessuno, è tutto già pagato dal mio ruolo di contribuente alla fonte, inquanto – ripeto – dipendente pubblico. Non ho nonni vicino, babysitter, soldi abbastanza per pagarmi un asilo privato. La nostra è stata una opportunità fornita da un semplice criterio di ammissione, bisognava nascere nel 2010 ed essere figlio di, almeno uno dei genitori, dipendente del comune di Palermo. Se ci sono solo 4 bambini alla sezione lattanti è semplicemente perchè i figli dei comunali sono tutti più grandi di tre anni o già inseriti in altri nidi. Fracassiamo Cammarata e la sua politica quando è il caso, non per fare pura demagogia, le assicuro che nessuna pedata o raccomandazione ci ha aiutato, tengo a ribadirlo. Se non avevamo i requisiti necessari mio figlio non farebbe parte del cosidetto asilo elitario. Le dirò di più, preferisco che mio figlio cresca con figli di genitori onesti che pagano tutte, ma proprio tutte le tasse, piuttosto che mischiato a qualche libero professionista della truffa ai danni dello stato. La salutiamo io ed il mio piccolo Emanuele, figlio di genitori onesti contribuenti.