Uno dei problemi di Palermo riguarda i parcheggi. La maggior parte dei posti auto nel centro cittadino è di fatto delimitata dalle strisce blu, ovvero zone in cui la sosta degli autoveicoli è consentita previo pagamento di una tariffa che, qualora non versata, può portare ad una multa. Un servizio mandato in onda dalle Iene e le denuncie fatte da alcune associazioni, tra cui anche Noi consumatori di Palermo, hanno riacceso le polemiche sulla regolarità di alcuni parcheggi a pagamento.
“La questione dei posteggi a pagamento – spiega Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale e capogruppo Idv al Comune di Palermo – è stata già più volte affrontata. L’art. 7 comma 6 del Codice della strada precisa però che “le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”. Peccato che circa l’80% dei posti a pagamento si trova proprio all’interno della carreggiata, a ridosso del marciapiede. Dunque, stando alle norme, le strisce blu all’interno della carreggiata sono irregolari perché violano proprio il codice della strada.
Per questo motivo – continua Ferrandelli – ho presentato un’interrogazione consiliare per chiedere al Comune di Palermo se si è già attivato per effettuare i dovuti controlli. Chiedo inoltre a questa Amministrazione di tutelare i cittadini, sospendendo il pagamento di questo ennesimo balzello qualora non regolare revocando le concessioni ad Apcoa e Amat.
I mezzi pubblici funzionano a singhiozzo, e molti palermitani si trovano di fatto costretti ad utilizzare le proprie autovetture per recarsi al lavoro e circolare in città. Quindi, non solo non possono usufruire di un servizio pubblico, ma sono costretti al pagamento di una tassa che stando ai fatti non è dovuta.
Mi sto già attivando – aggiunge Ferrandelli – per portare avanti una class action e fornire ai palermitanii un’assistenza legale gratuita per presentare i ricorsi. Il nostro obiettivo è proprio quello di venire incontro ai cittadini fornendo loro quanti più strumenti possibili per tutelare i loro diritti”.