Credo che quanto mi è stato richiesto per espressione e volontà di Palermo Più, movimento di rappresentanza di diverse realtà della società civile, non sia una cosa “sbagliata” ma sia una cosa “possibile” soprattutto per un partito che ha sempre voluto rappresentare le istanze e le sensibilità di questo mondo.
Ed è per questo che un’opportunità di questa natura io la considero patria dell’incedere politico.
Forse non sarò il Sindaco di tutti i palermitani ma avrò tentato di rappresentare l’istanza di chi intende la partecipazione come metodo di cambiamento della società.
Questo sarà poco politichese ma è nelle aspirazioni di tanti palermitani.
Ho seguito e seguirò il progetto politico derivante dal percorso di “per Palermo è ora” proprio perché la discriminante della politica non può essere la persona ma i contenuti e le regole.
Ed è quello che “per Palermo è ora” ha fin ora manifestato in ogni luogo e modo, con il mio contributo e con quello di tanti altri che hanno scelto di non stare a lamentarsi restando fermi.
Né tantomeno si può lontanamente immaginare, per sua natura, che questo luogo di incontro e confronto politico, tanto articolato e diverso nelle realtà che lo compongono, potesse mai incidere sull’indicazione di un nominativo per la candidatura alle primarie.
Sento anche di dover ricordare un aneddoto al mio segretario provinciale preferito.
Infatti, in tanti mi hanno raccontato la storia, che credo lui non abbia vissuto direttamente in quanto credo sia tornato alla politica attiva in questi ultimi due anni,di quando Leoluca Orlando, i circoli e i militanti della Margherita a lui vicini, decisero di sostenere la candidatura alle primarie per le regionali 2006 di Rita Borsellino, una candidatura che non era sostenuta ed appoggiata da quel partito in cui allora militavano.
Di certo tutti ricordiamo l’amarezza che lasciò il mancato rispetto di scelte e convincimenti differenti.
Mi stupisce che nella mia persona, che riveste, per sostegno dei consiglieri, la massima rappresentanza del partito all’interno del consiglio comunale, non venga considerata legittima aspettativa quella di poter rappresentare un tassello della possibilità di cambiamento, dopo aver contrastato per anni il vero nemico di Palermo: Cammarata, la sua giunta, la sua maggioranza in consiglio comunale, i suoi comitati d’affari e le sue clientele.
Certamente “la repubblica” non ha onorato il senso del mio pensiero, forse strumentalizzando e forzando, soprattutto nella scelta dei titoli, la reale espressione del mio sentire.
Noi, tutti insieme, abbiamo il dovere di costruire un fronte unico in cui le individualità siano poca cosa rispetto al progetto.
E chiunque dovesse essere individuato dai cittadini con lo strumento delle primarie come il rappresentante per partecipare al cambiamento di Palermo non potrà che trovare da parte del sottoscritto, qualora non fossi io, il totale e pieno sostegno mio e di tutti coloro che avranno condiviso quest’esperienza di partecipazione.
Un’occasione che spero venga vissuta dal mio partito non come una povertà bensì come un’opportunità e una ricchezza. Per arrivare tutti insieme a vincere le altre battaglie che ci vedranno corresponsabili di qui in avanti.
Come tutti ben sanno sono nemico del termine “rottamazione” perché sono convinto che per cambiare Palermo occorre il contributo ordinario e straordinario di tutte le migliori persone indipendentemente dall’età. Nessuno scontro generazionale quindi, anzi vi è soltanto il desiderio di confronto costante e costruttivo.
Per questo rivendico anche io il diritto di poter avere un’idea su come animare e far vivere questa città. L’ho potuta confrontare con le piazze, con i movimenti, con le persone comuni, ma in parte mi è mancato quel confronto che avrei desiderato con il mio partito e con colui che ha riempito di luce la storia politica ed amministrativa di questa città.
Tutto questo sento il dovere di dirlo perché ho capito, da ciò che leggo e che sento, che non sono state comprese a dovere le reali e vere ragioni del mio impegno.
In questi anni ho sofferto nel vedere la mortificazione delle potenzialità e della dignità di tutti i palermitani.
In questi anni ho lottato per e con loro cercando soluzioni ai problemi e compagni di viaggio.
Io amo la mia città, amo i palermitani ed amo i principi ed i valori che animano le scelte del partito che ho scelto e alla cui crescita voglio continuare a contribuire.
Sono queste le ragioni che hanno determinato la mia volontà ad accettare la candidatura alle primarie.
Sì, va bene Fabrizio, però adesso poche storie: con quali idee amministreresti la città ?
Saluti e in bocca al lupo.
Adesso è il momento di sostenere Fabrizio, che potrebbe portare davvero una ventata di cambiamento per questa città che è in agonia. Sostenerlo significa accompagnarlo sempre, anche se diventerà (come spero) sindaco di Palermo. Perché una volta eletto poi bisognerà valutare il suo lavoro, insieme correggere gli errori e proteggerlo dagli attacchi dei politici di professione che tenteranno di operare una sorta di restaurazione. Vai Fabrizio, io sono con te!
Condivido in pieno le tue considerazioni circa la tua candidatura alle primarie.Se il partito non ti appoggerà perché non vuole ringiovanire il suo volto e dare la possibilità ad un giovane impegnato nel sociale e che sente l’impegno politico come servizio alla città, come del resto hai fatto fino ad ore, mi dispiace tanto. Ma io ho già iniziato già da oggi la propaganda nel mio quartiere per farti conoscere a quanti ancora non conoscono il tuo impegno per il cambiamento e la rinascita di questa città. Un abbraccio Ignazio